Piccolo Puà (e Riga Storta)

Una storia di grande successo che utilizza l’astrattismo e la geometria per narrare una potente metafora sulla libertà di espressione. Il protagonista è un piccolo pallino rosso che si mette in viaggio per comprendere meglio se stesso e lo spazio che lo circonda. Il suo cammino lo porterà in un universo completamente diverso, dove la travolgente creatività da cui lui proviene viene vista con sospetto e considerata pericolosa. L’incontro tra queste due realtà si trasformerà inevitabilmente in uno scontro, ma l’avventura e il dialogo guideranno i due mondi opposti verso una straordinaria e inaspettata amicizia.

Età consigliata: dai 6 o 7 anni in su (perfetto per il primo ciclo della Scuola Primaria).
Ideale per: Progetti scolastici sull’inclusione, l’accettazione della diversità e il superamento dei pregiudizi; laboratori di educazione artistica e sviluppo del pensiero divergente.
Caratteristiche speciali: Racconto strutturato con una chiara divisione in capitoli per accompagnare i bambini verso le prime letture autonome, stampato con un carattere facilitato in stampatello minuscolo. Il volume si distingue per un linguaggio divertente e ironico, arricchito da tavole illustrate a colori. Edizione in brossura di 46 pagine.

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I segreti di Stargatto: come è nata questa magia

“Questo racconto è nato un pomeriggio mentre osservavo un foglio bianco su cui era caduta, per errore, una goccia di inchiostro rosso scarlatto. Tutti gli altri segni intorno erano neri, dritti, perfettamente allineati e grigi. Quella macchia rossa così vivace stonava, rompeva l’ordine, ma portava con sé una scarica incredibile di energia e di vita. Mi sono chiesta: cosa succederebbe se le regole rigide del mondo dovessero scontrarsi con la pura fantasia? Ho capito che la rigidità spesso nasce solo dalla paura di ciò che non si conosce. Ho voluto dare una voce e un destino a quel piccolo cerchietto colorato per dimostrare ai bambini che le regole sono importanti, ma senza un pizzico di colore e di creatività il mondo sarebbe un posto troppo noioso. Vedere questo libro diventare uno dei progetti di inclusione più amati nelle scuole è la conferma che anche il più piccolo dei pallini può fare la differenza e unire mondi apparentemente lontani.”