Un’avventura entusiasmante, colorata e ricca di significato che apre le porte sull’universo dell’inclusione e dell’amicizia vera. Il protagonista è Potipò, un bambino con la sindrome di Down che affronta e vive il mondo attraverso una visione fantastica, unica e straordinariamente ricca di sfumature. Il racconto affronta con delicatezza e coraggio temi centrali della crescita come le relazioni familiari, la solidarietà e il contrasto al bullismo. Arricchito da concetti primari di cartografia, mappe e direzioni, il libro trasforma la lettura in un viaggio stimolante in cui la diversità diventa il superpotere più bello.
Età consigliata: dai 6 anni in su (consigliato per tutti i bambini della Scuola Primaria).
Ideale per: Percorsi scolastici e familiari sull’inclusione e sulla disabilità, educazione all’empatia e al rispetto reciproco, apprendimento ludico dei primi concetti di orientamento e mappe.
Caratteristiche speciali: Testo interamente scritto in carattere stampatello maiuscolo facilitato, studiato appositamente per supportare l’autonomia e l’accessibilità alla lettura. Il volume conta ben 130 pagine ricche di splendide illustrazioni a colori ed è rilegato in brossura.
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I segreti di Stargatto: come è nata questa magia
“Ho scritto la favola di Potipò durante una bellissima vacanza trascorsa a Principina a Mare, in Toscana, dove ho avuto la fortuna di conoscere un bambino meraviglioso, i suoi nonni e tutta la sua splendida famiglia. Guardandolo giocare, mi è venuto naturale iniziare a immaginare come funzionasse la sua incredibile fantasia e ho voluto tradurla in parole. Ho scelto volutamente di scrivere l’intera storia in stampatello maiuscolo perché, confrontandomi con esperti e famiglie, mi è stato spiegato che i bambini e i ragazzi con la sindrome di Down riescono a leggere e a riconoscere le lettere con molta più facilità in questo formato. È stato un viaggio umano straordinario che mi ha permesso di avvicinarmi a questo mondo e di toccare con mano l’infinito amore che circonda questi piccoli. Credo fermamente che sia giusto e necessario raccontare la disabilità e l’inclusione nelle favole, ma ricordando sempre che la lettura, prima di tutto, deve rimanere un’esperienza divertente, appassionante e premiante per ogni singolo bambino.”




